BERLUSCONI SI E' DIMESSO
Ha vinto la logica della gogna. Berlusconi è andato al Colle per rassegnare le dimissioni da presidente del Consiglio. Dopo avere approvato la legge di stabilità e di austerità è in procinto di avallare un governo tecnico e abbandonare la carta del voto subito. L'ufficio di presidenza del Pdl ha dato il via libera a Monti mettendo, però dei paletti ben precisi. "La prima condizione è che il nuovo governo nasca su un programma ben definito e circoscritto: la realizzazione delle misure contenute nella lettera di impegni dell’Italia all’Europa".
11 AGO 20

"Il Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha ricevuto oggi alle ore 21.00 al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri, onorevole Silvio Berlusconi, il quale essendosi concluso l'iter parlamentare di esame e di approvazione della legge di stabilità e del bilancio di previsione dello Stato ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto". Lo ha detto il Segretario Generale della Presidenza della Repubblica, Donato Marra, al termine dell'incontro tra il Capo dello Stato e il Presidente del Consiglio. "Il Presidente della Repubblica - ha continuato il Segretario Marra - nel ringraziarlo per la collaborazione, si è riservato di decidere ed ha invitato il Governo dimissionario a rimanere in carica per il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni del Capo dello Stato si svolgeranno nella giornata di domani".
L'ufficio di presidenza del Pdl ha dato il via libera a Monti mettendo, però dei paletti ben presici. "La prima condizione - hanno spiegato al termine del vertice - è che il nuovo governo nasca su un programma ben definito e circoscritto: la realizzazione delle misurecontenute nella lettera di impegni dell’Italia all’Europa". In secondo luogo il Pdl ha chiesto una "durata limitata nel tempo". "Altra condizione è che il nuovo premier una volta che sarà incaricato dal presidente della Repubblica dovrà incontrare la delegazione del Pdl per assumersi l’impegno sul programma ma, soprattutto, dovrà discutere con il Pdl la squadra di Governo", ha spiegato il partito di via dell’Umiltà ricordando che "non accetterà diktat o governi a scatola chiusa". Il centrodestra ha poi chiesto che "il futuro premier e i suoi ministri non dovranno, una volta terminato l’incarico di Governo, candidarsi alle prossime elezioni politiche". Per il Pdl, infine, la squadra del nuovo esecutivo dovrà essere "composta da tecnici".
Domani inizieranno le consultazioni del presidente della Repubblica. Nel pomeriggio l'Aula della Camera ha definitivamente approvato la Legge di stabilità. I voti a favore sono stati 380, i contrari 26, gli astenuti due. I deputati del Pd non hanno votato, l'Idv ha votato contro, l'Udc e Fli a favore. Tensioni in aula in precedenza dopo gli interventi di Dario Franceschini (Pd) e Francesco Cicchitto (Pdl), con i supporter del premier che gridavano "Silvio, Silvio", mentre i leghisti: "Elezioni, elezioni!". Dario Franceschini, in un discorso molto fazioso, ha detto: "Quanto tempo si è perduto. Quanto sarebbe stato diverso se il 14 dicembre dell'anno scorso quel voto fosse andato diversamente, non avremmo sprecato un anno. E di quelli che hanno causato quella situazione ci sono nomi e cognomi agli atti parlamentari, e non li dimenticheremo".
Subito dopo il voto il testo della legge è stato trasmesso a Palazzo Chigi dove il premier, Silvio Berlusconi, ha partecipato all'ultimo Consiglio dei ministri del Berlusconi IV. Il Cdm è durato circa mezz'ora, subito dopo il premier si è diretto al Quirinale, atteso dal capo dello stato per le dimissioni ufficiali.
Il leader della Lega, Umberto Bossi, lasciando Montecitorio ha detto: "Andremo all'opposizione. Come si fa a sostenere un governo che farà portare via tutto, che privatizzerà le municipalizzate''. E poi, sulla coalizione con il Pdl di Berlusconi: "Rompere con Berlusconi? Vedremo".
Intanto il probabile prossimo presidente del Consiglio, Mario Monti, oggi ha incontrato il neo presidente della Banca Centrale Europea, Mario Draghi, il segretario del Pd, Pierluigi Bersani, insieme al suo vice Enrico Letta a Palazzo Giustinani. Poi c'è stato l'incontro a Palazzo Chigi fra Monti e il premier Berlusconi, durato oltre 2 ore, al quale erano presenti anche il sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Gianni Letta, e il segretario del Pdl, Angelino Alfano. In questa sede Monti avrebbe ottenuto il via libera da parte del premier al nuovo governo. Poi Monti ha incontrato il leader dell'Udc, Pierferdinando Casini.